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Tutorial Astrofotografia 1: la sessione fotografica

Nel seguente tutorial andrò a spiegare la mia esperienza sulla tecnica della presa diretta per realizzare una foto astronomica.
Quando decidiamo di scattare una foto notturna, purtroppo o per fortuna, dobbiamo prendere determinati accorgimenti tecnici affinché la stessa possa risultare esteticamente valida. Nello specifico mi occuperò di immagini catturate in presa diretta: ossia con un collegamento diretto tra il telescopio e la reflex (o una compatta con apposito anello) tramite un anello detto T. Non mi dilungherò con la spiegazione delle varie tipologie di immagini realizzate, ma solo delle fasi per costituire un lavoro finale accettabile.

Stazionamento e Allineamento alla Stella Polare

Questa è la prima fase ed è da osservare assolutamente. Il treppiede del telescopio verrà posizionato in direzione Nord (Nord cardinale) in maniera sommaria grazie all’aiuto di una bussola e posto a bolla. Successivamente, osservando all’interno del cannocchiale polare della nostra montatura, andremo ad inquadrare la Stella Polare. (Vedi allineamento polare preciso ). Un buon allineamento alla Stella Polare ci permetterà di eseguire un inseguimento preciso e una guida corretta. Per le montature munite di cannocchiale Polare illuminato, il mio consiglio è quello di accendere la montatura ed impostare il tracking degli assi sulla velocità siderale. Successivamente, dopo circa 10-15 minuti, verificare che la posizione di partenza della Stella Polare non sia cambiata.

Bilanciamento del Telescopio

La seconda fase, molto importante al fine di un perfetto inseguimento, è quella di considerare un adeguato bilanciamento dei pesi del nostro telescopio. Il bilanciamento, se fatto bene, serve per consentire movimenti calibrati e più fluidi dei due assi di declinazione e ascensione retta. L’inseguimento e l’eventuale guida ne gioveranno particolarmente. Consiglio di effettuare questa operazione con tutti gli strumenti (camera guida, reflex, oculari ecc.) montati sul telescopio. Per effeutare corretamente il bilanciamento clicca qui.

Collimazione degli specchi

Altra fase, non meno importante delle precedenti, consiste nel verificare l’allineamento tra gli specchi del nostro riflettore newtoniano. Per compiere questo ci dobbiamo munire di un piccolo oculare per collimazione, decisamente economico, che ci aiuterà ad allineare, tramite due cerchietti, lo specchio primario a quello secondario. Per una corretta collimazione il mio consiglio è quello di leggere questo tutorial.

Allineamento del cercatore

Questa fase è importante sopratutto perché ci consente di utilizzare uno strumento che ci restituisce una visione più ampia del campo osservato. È molto importante nella fase di allineamento stellare. Leggi allineamento del cercatore.

Allineamento a una, due o tre stelle

A questo punto siamo pronti per poter sfruttare tutte le potenzialità della nostra montatura. Nello specifico parlerò della montatura NEQ6 pro della Skywatcher.
Accendere, se ancora spenta, la montatura ed utilizzare la pulsantiera per inserire i dati richiesti: coordinate, regime legale-solare, data e ora. Scegliere l’opzione dell’allineamento a tre stelle ed assicurarsi che il telescopio sia nella posizione Home ( la posizione Home normalmente si presenta con il tubo puntato verso la Stella Polare). Il software andrà a calcolare la prima stella e vi chiederà di cliccare per proseguire. A questo punto il telescopio si posizionerà in vicinanza della prima stella, utilizzate i tasti della pulsantiera ed il cercatore per centrare la stella. Utilizzare un oculare, meglio se a largo campo, per affinare la posizione e centrare maggiormente la stella. Effettuate questo procedimento per le altre due stelle rimanenti. Se compirete i passi correttamente il software vi confermerà l’avvenuto successo dell’allineamento. A questo punto il nostro telescopio è coordinato al cielo che stiamo osservando. Per comprendere al meglio la tecnica dell’allineamento a tre stelle ti consiglio l’uso di questa guida.

Messa a fuoco su una stella di media luminosità

Per effettuare una sessione di Astrofotografia è indispensabile una buona messa a fuoco. Ci sono molti software che ci aiutano in questo, per esempio APT – Astro Photography Tool è utile a questo scopo, e non solo, ed è economico.
La messa a fuoco può essere effettuata:
agendo manualmente sul focheggiatore osservando all’interno dell’oculare della reflex;
sempre agendo manualmente ma osservando il monitor di un portatile sul quale abbiamo installato un software di Live View della reflex o APT;
utilizzando un focheggiatore elettrico con o senza maschera di Bahtinov (scelta consigliata).
Per la tecnica di guida consiglio invece di utilizzare una webcam o un ccd inserito direttamente nel cercatore, se quest’ultimo è almeno del tipo 8×50. Per approfondimenti sulla messa a fuoco con la maschera di Bahtinov clicca qui.

La guida

Una volta effettuata la messa a fuoco ci concentriamo su l’oggetto che vogliamo fotografare. Supponiamo di aver scelto le Pleiadi ed aver selezionato dalla pulsantiera il comando di ricerca su M45. Una volta terminato lo spostamento del telescopio andiamo a verificare velocemente la messa a fuoco con scatti di 30-60 secondi. Dopo aver constatato l’affidabilità della messa a fuoco, andiamo a collegare le varie parti della nostra camera guida al cercatore, se non l’abbiamo già fatto, connettendo la camera al portatile e alla montatura. Utilizziamo per la guida un software molto conosciuto: PHD Guiding 2. Connettiamo la camera a PHD Guiding 2 e per la montatura scegliamo la dicitura “on camera” oppure scegliete l’opzione relativa al controllo della vostra montatura. Iniziamo la ripresa per effettuare la messa a fuoco della camera guida. Terminata la messa a fuoco, selezioniamo una stella e facciamo partire la calibrazione. Da questo punto in poi PHD lavorerà autonomamente.

Sessione fotografica

Realizziamo una serie di scatti da 300 secondi, più di tre, intervallati da qualche minuto di pausa per far raffreddare la reflex. Ad ogni scatto verifichiamo la purezza della nostra messa a fuoco, se scarsa, interrompiamo la guida, procediamo ad una nuova messa a fuoco, e continuiamo la sessione.
Realizziamo almeno tre Dark, circa 10 Flat, almeno 3 Dark Flat e una ventina di Bias.
Non sto qui a spiegare le varie tipologie di foto, quelle le rimando ad una guida successiva.

Conclusione della sessione fotografica

Se tutto è andato per il meglio, ora abbiamo a disposizione un pacchetto di foto pronte per una successiva elaborazione fotografica. Concludo dicendo che oltre a questa prima fase di reperimento del materiale fotografico, per realizzare una fotografia astronomica, abbiamo ancora bisogno di due ulteriori fasi, l’elaborazione e la post-elaborazione che tratterò in seguito.

Astrofili Sassari

Tutorial Astrofotografia 1: la sessione fotografica
Massimiliano Scarzella

Laureato in Scienze Naturali ha sempre avuto la passione per la Natura e per la Scianza. È stato uno dei fondatori del Gruppo Astrofili Sassari nel 2009 coltivando negli anni l'Hobby per l'astronomia e l'astrofotografia.

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Massimiliano Scarzella

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