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Le Macchie Solari, queste sconosciute… studio e disegno.

…Alla Scoperta delle Macchie Solari

Cosa sono le macchie solari? Qualcuno di voi sarà portato a dire che sono delle piccole macchie che, a causa di un forte irraggiamento solare  , si formano sulla nostra pelle come reazione cutanea alle radiazioni ricevute. Sì è anche questo, ma nella fattispecie noi andremo ad analizzare quelle macchie che periodicamente e con un ciclo  definito undecennale (11 rappresentano un massimo e un minimo dell’attività), attraversano la superficie a noi visibile (chiamata fotosfera) della nostra stella, per chi non lo sapesse il Sole.

Le macchie solari sono quindi delle zone della fotosfera aventi una temperatura superficiale nettamente più bassa (4000° Kelvin, corrispondente a circa 3800° centigradi)  rispetto al resto della superficie (6000° Kelvin, pari a circa 5800° centigradi).  Nonostante la macchia solare si presenti di colore quasi nero è comunque una zona di intensa luminosità che ci pare buia perché il resto della fotosfera è ancor più luminosa. A causa del “contrasto per emissività termica”  sembrano più scure.

Una delle caratteristica delle macchie solari è che esse sono dotate di una intensa attività magnetica che insieme ad altri fattori derivanti sempre dal Sole possono concorrere  ad  alterare le attività radio della Terra.  La macchia solare può essere scomposta in due parti, Ombra  (la zona più scura e fredda) e penombra (zona intermedia sia come colore che come temperatura).

Le macchie solari possono essere osservate facilmente anche con un comune binocolo o meglio con un telescopio , l’importante è che lo strumento, qualsiasi esso sia, sia dotato di FILTRO SOLARE. Il più comune è l’astrosolar, il quale si pone a monte della lente chiamata obbiettivo. Sono da SCONSIGLIARE tutti quei filtri che si pongono a valle di esso: come quelli che si mettono all’oculare, perché, non tagliando le radiazioni solari che entrano nello strumento, e portano lo strumento stesso a raggiungere temperature interne insostenibili. Questo a volte porta alla fusione dei componenti stessi del telescopio o del binocolo. IN OGNI CASO E’ ESTREMAMENTE VIETATO OSSERVARE IL SOLE SENZA ADEGUATO FILTRO perché sicuramente si avranno dei danni permanenti alla retina dell’occhio che a volte portano alla cecità, danni che in prima istanza non provocano dolore e di cui ci si accorge del fatto quando è ormai troppo tardi.

Per rappresentare le macchie solari , e tenerne un piccolo resoconto, non occorre avere chissà quale attrezzatura, ma occorre una semplice matita, una gomma, un po di pazienza, realizzare un disegno e  il gioco è fatto. (sotto due rappresentazioni fatte dall’autore, nella prima esiste un errore nella scheda, erroneamente è riportata la data del 05/08, la giusta è 05/09))

disegno macchie solari del 05/09/2017
disegno macchie solari del 23/08/2017

Maurizio Garau

Le Macchie Solari, queste sconosciute… studio e disegno.
Maurizio Garau

Nato nel 1964, astrofilo da sempre, praticante con costanza dal 2012. Appassionato del profondo cielo, ammassi, galassie e nebulose mi incuriosiscono in modo particolare. Solitario per costrizione, amo pianificare le mie sessioni astronomiche perché penso che sia la base per il successo di esse. Visualista per vocazione amo osservare e non cercare per cui ritengo che le motorizzazioni degli strumenti siano una grande innovazione, mi piace tener nota di tutto quello che osservo anche con qualche disegno.

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Maurizio Garau

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