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Il Dark Frame: importanza e approfondimento

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Il Dark Frame.

In questo articolo prenderemo in esame una tipologia particolare di fotografia: il Dark Frame.
In astrofotografia questo tipo di immagine si utilizza professionalmente e non, per eliminare le imperfezioni causate dai pixel bruciati. Tutto ciò accade nelle comuni reflex digitali o in tutte le fotocamere che posseggono un sensore CCD o CMOS quando si cerca di realizzare una foto a lunga esposizione.

Ma cos’è nello specifico un Dark Frame?

Letteralmente è un fotogramma scuro. In parole povere è una fotografia scattata col tappo (della fotocamera, dell’obiettivo o del telescopio), ossia, a otturatore chiuso.
E da cosa è prodotto il disturbo causato dai pixel? Perché i pixel si bruciano?
Per prima cosa dobbiamo considerare il fatto che una fotocamera compatta o una reflex digitale, sono delle macchine, e in quanto tali, per funzionare necessitano di energia. Questa energia, durante una fotografia a lunga esposizione, si traduce in energia termica. Normalmente, infatti, molti CCD professionali sono autoraffreddati da ventole incorporate. Il riscaldamento del sensore provoca quello che in gergo tecnico si chiama rumore. Il rumore è un’immagine digitale, simile all’effetto neve, che fa da sottofondo alla nostra fotografia a lunga esposizione. I buchi, i pixel sovrasaturi, appaiono appunto brucati.
Di norma, quando scattiamo più fotografie ad una costante temperatura esterna, ad una determinata esposizione e Iso, otteniamo la medesima manifestazione di rumore.

Come realizziamo un Dark?

Assodato questo concetto, se riuscissimo a isolare un fotogramma scuro,ossia con solo rumore, noi potremmo sottrarlo alla fotografia principale.
Per fare questo, scattiamo una fotografia con il tappo sulla reflex (ad otturatore chiuso) con equivalente temperatura esterna, esposizione e iso dell’immagine principale. Sottraiamo, mediante l’uso di software dedicati (esempio Deep Sky Stacker) il Dark Frame all’immagine, e otteniamo una immagine senza i pixel bruciati o rumore digitale.
L’immagine finale, oltre ad essere esteticamente corretta rispetto alla precedente, avrà un contenuto in termini di rumore, molto inferiore.
Tenete presente che per definizione, il rumore digitale è casuale, sicche non scomparirà mai del tutto dalla vostra foto.

Per informazioni su come modificare e correggere una fotografia leggi: Tutorial Astrofotografia 2: Immagini, Dark, Flat, Dark Flat e Bias Frame

 

Massimiliano Scarzella

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Massimiliano Scarzella
Author: Massimiliano Scarzella

Laureato in Scienze Naturali ho sempre avuto la passione per la Natura e per la Scienza. Ho fondato il Gruppo Astrofili Sassari nel 2009 coltivando negli anni l’hobby per l’Astronomia e per l'Astrofotografia.

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