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Come effettuare la guida con il cercatore e una webcam

Cenni preliminari

Prima di parlare nello specifico di come effettuare la guida tramite il cercatore, vorrei spiegare come sono arrivato a questa soluzione, e a cosa porta servirsi di questa tecnica.
L’autoguida, manuale e automatica, si adopera per contrastare e correggere gli errori meccanici di movimento di tutte le montature, al fine di ottenere una fotografia, a lunga esposizione, non mossa.
Per molto tempo ho seguito le istruzioni, i tutorial e le informazioni trovate nei libri e vari siti internet, e di conseguenza seguito nuove strade e adoperato varie tecniche. Qui di seguito vado ad esporre alcune soluzioni adoperate negli anni:

1- oculare per autoguida manuale con reticolo kellner autocostruito.

Si tratta di un oculare inserito sul telescopio guida o fuori asse, che tramite la croce centrale e piccoli spostamenti manuali della montatura, consente di mantenere la stella guida esattamente fissa all’interno del crocicchio. In questo modo si possono correggere gli errori della montatura in modo manuale.
Pro: la correzione viene effettuata manualmente, quindi si tratta di una tecnica completamente manuale e istintiva. Contro: tenere la stella guida all’interno del crocicchio, fissa, per molti minuti, è molto faticoso.

Esempio di reticolo di kellner

 2- camera guida (una normale webcam) montata sul telescopio guida, collegata ad un pc.

Utilizzando software come PHD guiding, possiamo correggere gli spostamenti della stella presa in esame automaticamente.
Pro: non risulta essere impegnativo e ci si può dedicare totalmente alla ripresa fotografica. Contro: quando si utilizza un telescopio guida e una webcam montata su di esso, i margini di errore si amplificano poiché la stella visualizzata risulta soggetta ad ingrandimento. Provate ad immaginare cosa succede quando, senza inseguimento meccanico, aumentiamo gli ingrandimenti osservando la Luna. A largo campo la notiamo nitida e ferma al centro dell’oculare, ci vuole qualche minuto prima che essa scompaia completamente per colpa del movimento terrestre; osservandola invece ad alti ingrandimenti, senza un adeguato movimento di inseguimento, non riusciremmo a tenerla nemmeno pochi secondi. Questo significa che maggiore sarà l’ingrandimento, maggiore dovrà essere l’attenzione con cui andremo a settare sia il software sia la strumentazione. In tal caso, i risultati potranno essere molto buoni.
Stesso discorso si applica quando decidiamo di inserire, tra la camera di ripresa e il focheggiatore, un oculare o una barlow.

3- camera guida montata sul cercatore.

Questa, per me, è la soluzione più semplice per chi vuole ottenere dei buoni risultati senza un eccessivo sforzo. Per prima cosa, inserire una webcam o un ccd su un cercatore (posto che quest’ultimo sia almeno un 8×50) è piuttosto semplice: di norma serve solo un anello di raccordo. Non serve telescopio guida , né autoguide automatiche, come una stand-alone per esempio. Ciò che può risultare utile è utilizzare come camera guida un ccd (esempio alccd5) munito di connessione st4 per la montatura.
Ciò che invece è indispensabile sarà il possedere un computer portatile con installato uno dei tanti software gratuiti. Il mio consiglio è la seconda versione di PHD guiding.

Esempio di camera guida montata sul cercatore.

Nel dettaglio andrò a spiegare la mia esperienza.
Camera guida Alccd5 connessa tramite la piattaforma Ascom e riconosciuta automaticamente da PHD guiding versione 2. Montatura connessa alla camera guida tramite st4.

Cavo con connettori St4

Montatura non gestita da PHD ma autonoma. Ciò che gestisce PHD, nel mio caso, è solo la correzione dello spostamento stellare. Funzione in PHD “on camera”.
Dopo la calibrazione automatica PHD guida con semplicità e affidabilità. Si possono comunque verificare errori periodici della montatura.
Per effettuare una buona autoguida vi consiglio vivamente massima attenzione nella fase di stazionamento del telescopio e di bilanciamento degli assi.
Effettuate un allineamento stellare a 3 stelle.
Mettete a fuoco correttamente la camera guida sul cercatore.
Mettete a fuoco correttamente la camera di ripresa; non esagerate con gli ingrandimenti, meglio se lavorate direttamente a largo campo.
Una volta che PHD termina la calibrazione e inizia a guidare, provate con scatti via via più lungi: la mia particolare esperienza mi ha portato a non esagerare con i minuti di esposizione. Meglio foto ad esposizione limitata e corretta (5-8 minuti) da sommare successivamente, che una unica lunghissima esposizione sfuocata. Non esagerate con l’ISO, attestatevi su valori non superiori a 800.
Scattate il numero più alto di foto che riuscite a fare, in modo da poter, in un secondo momento, scartare le peggiori.
Infine allenatevi, fate esperienza, provate altre tecniche per perfezionare il vostro modo di essere.
Ricordate: la fotografia astronomica è sempre fotografia, e in quanto tale, una forma d’arte che rispecchia la natura celeste che ci circonda.

Massimiliano Scarzella

Come effettuare la guida con il cercatore e una webcam
Massimiliano Scarzella

Laureato in Scienze Naturali ha sempre avuto la passione per la Natura e per la Scianza. È stato uno dei fondatori del Gruppo Astrofili Sassari nel 2009 coltivando negli anni l'Hobby per l'astronomia e l'astrofotografia.

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Massimiliano Scarzella

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